ピアノの森 ~ Il Piano della Foresta

Anno: 2007
Durata: 101 min
Genere: Scolastico/Musicale
Regia: Masayuki Kojima 
Sceneggiatura: Ryuta Hourai
Casa di produzione: Madhouse
Note: Tratto dal manga di Makoto Isshiki, purtroppo inedito in Italia.

Trama: E se vi dicessi che in una piccola città del Giappone passando di fianco alla sua bellissima foresta, potreste sentire il bellissimo suono di un piano? E se vi dicessi che questo piano esistesse ma che se provaste a suonarlo nessun suono ne uscirebbe? E’ questo ciò che viene detto a Shûhei Amamiya, il nostro piccolo protagonista. Trasferitosi da Tokyo per un breve periodo, viene sfidato, o meglio quasi obbligato dai suoi compagni di classe a recarsi nell’inquietante foresta e suonare il piano. Un rito di iniziazione insomma. A intervenire nella piccola discussione e salvare il nostro Shûhei  da quella specie di bullismo è Kai. A suon di pugni e con l’aiuto della sua lingua tagliente, afferma con tono convincente e serio che il piano della foresta non solo suoni ma che sia suo! L’incredulità di Shûhei  nel sentire queste parole, la febbricitante e carismatica voglia di Kai di fare amicizia con il nuovo ragazzo di Tokyo che a quanto pare ha la sua stessa passione per il piano, porteranno i nostri due protagonisti proprio nel posto dove si avviluppa il mistero. Questa storia che inizia con un che di magico nasconde alla base, un incredibile dote e tanta, tanta passione. La figura di un insegnante burbero, la situazione sociale di Kai. La vita di due bambini delle elementari completamente diversa l’una dell’altra eppure, con qualcosa di unico a legarle. Una storia che parla di musica, sentimenti e amicizia.

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おおかみこどもの雨と雪 ~ Ame e Yuki, i figli del Lupo

Anno: 2012
Durata: 117 min
Genere: Drammatico/Familiare
Regia: Mamoru Hosoda
Sceneggiatura: Mamoru HosodaSatoko Okudera

Trama: Mi ci è voluto un po’ di tempo per metabolizzare quest’incredibile storia. Mi ha toccata profondamente e fatto consumare un’intera scatola di kleenex. Può darsi che abbia la lacrima facile oppure no non saprei ma questa storia ha davvero qualcosa in più, qualcosa di veramente singolare che riesce a scuoterti l’animo, farti piangere e sorridere allo stesso tempo. Prima di vedere il film non lo sapevo ma dopo una breve ricerca per questa recensione, ho scoperto che alla regia c’era Mamoru Hosoda, lo stesso Mamoru Hosoda che ha diretto “La ragazza che saltava nel Tempo“, e solo allora è stato tutto chiaro. Hosoda ha il grande talento di regalare  sogni e farvi intravvedere un incredibile realtà, per quanto questa possa risultare fuori dall’ordinario. Riesce a trasmettere sentimenti che ti catturano, coinvolgono e che in un battito di ciglia ti trasportano in quella realtà così strana ma bellissima. Questa storia ci viene raccontata da Yuki, una bambina lupo. Racconta la storia di sua madre, di una splendida donna con un carattere e una forza invidiabile, che da un giorno all’altro, tra un esame universitario e i lavori part-time, si è trovata a girare una pagina della sua vita che avrebbe cambiato ogni sua convinzione, che avrebbe cambiato il suo futuro.  Hana a soli diciannove anni si innnamora di uno strano studente che vede seguire le lezioni di tanto in tanto, ma senza firmare il registro delle presenze. Preoccupata e incuriosita gli si avvicina scoprendo così, dalla stessa bocca del misterioso ragazzo che non si tratti proprio di uno studente. I due iniziano a frequentarsi finchè arrivati ad un certo punto il ragazzo è tenuto a rivelarle un segreto che per lui è stato impronunciabile verso qualsiasi altra persona: “Sono un lupo”. Ma Hana non è una ragazza come le altre, lei sorride sempre e quando ama lo fa per davvero e con tutta se stessa. Non scappa, non lo incolpa di averla ingannata o inventa qualsiasi altra scusa per poterlo lasciare, bensì gli si concede completamente, creando con lui la loro famiglia. Nascono così Yuki e Ame due bambini lupo che nel loro futuro dovranno decidere come vorranno vivere la loro vita, “…sè come lupi o come umani non ha importanza, basta che siano felici.” è questo il pensiero dei genitori. Ma la vita a volte non è così buona con chi è buono di cuore, spesso vi sono imprevisti e perdite dolorose d’affrontare, chissà se Hana avrà la forza per combattere, restare in piedi vivere ed essere felice con e per la sua famiglia.

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おもひでぽろぽろ~ Ricordi a grandi gocce

おもひでぽろぽろAnno: 1991
Durata: 118 min
Genere: Romantico/Sentimentale
Regia: Isao Takahata
Sceneggiatura: Isao Takahata
Casa di produzione: Studio Ghibli
Note: Tratto dal manga omonimo di  Hotaru Okamoto e Yuko Tone

Trama: Completamente diverso dai classici film a marchio Ghibli a cui siamo abituati, Omohide poro poro ci racconta una storia molto vicino a noi, vera, palpabile, in cui per molti non è poi così difficile immedesimarsi. Taeko la bambina di dieci anni, capricciosa e un po’ imcompresa dalla sua famiglia è cresciuta. Adesso ha 27 anni e lavora in una grande compagnia di Tokyo. Non è fidanzata e per questo la madre è sempre in apprenzione cercando di combinarle il matrimonio. Ma alla nostra Taeko allegra e spensierata come una bambina di dieci anni, sembra non importare. Sembra non volere cresce, non voler intraprendere una qualsiasi strada per il suo futuro, semplicemente si crogiola tra lavoro e i ricordi, quelli della sua infazia passati tra i banchi di scuola, quelli di un piccolo amore lasciato scivolare tra le dita. Un giorno decide di prendersi qualche giorno di vacanza da passare in campagna nell’azienda agricola dei genitori del cognato. Qui farà la conoscenza di Toshio, un ragazzo più giovane di lei, che ha rinunciato ad un posto di lavoro stabile per realizzare i suoi sogni, forse un pò meno stabili, ma per lui importanti. Eppure nonostante l’incertezza, con passione ed impegno è riuscito a mettere in piedi la propria azienda. Questo sarà il punto di partenza, il primo colpo ben assestato che andrà ad intaccare il modo di vivere di Taeko. Lei che preferisce le cose semplici, non rischiose che non vuole affrontare una vita d’adulta, che vive un po’ di rimpianti. Questo piccolo viaggio la porterà a riflettere su se stessa, a vedere, assaporare quelle grandi gocce del suo passato che sembrano non volerla lasciare andare, che lei stessa non vuole lasciare andare. Taeko sembra proprio così, un piccolo Peter Pan. Non vuole crescere, vuole restare bambina, eppure alla fine di questo viaggio, dovrà fare una scelta: restare sull’Isola che non c’è oppure lasciarla e diventare una bellissima donna che vive di presente e futuro, non più di solo passato.

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海がきこえる ~ Riesco a Sentire il Mare

海がきこえるAnno: 1993
Durata: 72 min
Genere: Romantico/Scolastico
Regia: Tomomi Mochizuki
Sceneggiatura: Kaori Nakamura
Casa di produzione: Studio Ghibli
Note: Tratto dal  romanzo omonimo di Saeko Himuro

Trama: Lo Studio Ghibli ci trasporta a  Kōchi, nell’isola di Shikoku. In questa graziosa cittadina che si tinge dei colori e della tranquillità che è possibile respirare a Kyoto, vicino ad un mare blu e sereno, vivremo la storia di tre ragazzi: Taku, Matsuno e Rikaku. Taku e Matsuno sono migliori amici e si conoscono dai tempi delle medie. Rikaku è una ragazza di Tokyo che a causa di problemi famigliari si è dovuta trasferire a Kōchi assieme alla madre. E’ l’ultimo anno delle superiori e Matsuno, rappresentante di classe che per primo fa la conoscenza di Rikaku, se ne innamora subito confessandolo in modo goffo e non troppo diretto a Taku. L’amico che al contrario non sembra interessarsi molto alla ragazza, durante la gita alle Hawaii finisce inaspettatamente per farle un favore. Rikaku infatti dicendo di aver perso i soldi chiede al ragazzo di prestarle qualcosa visto che lui giorni prima aveva avuto occasione di lavorare in un ristorante per riuscirsi a pagare il viaggio scolastico. Taku non sa però che proprio quel primo contatto, quel “prestito” darà inizio a qualcosa che non si sarebbe minimamente aspettato, un intreccio di sentimenti che piano piano si scioglieranno per lasciare visibile quel significato nascosto che tutti e tre i nostri protagonisti riusciranno a decifrare solo dopo aver trascorso diversi mesi l’uno lontano dagli altri, in città diverse, in università diverse. Una storia romantica, divertente che fa sognare i giovani e sorridere chi con la mente potrà tornare ai tempi tra i banchi di scuola, tra i primi amori e le prime sofferenze.

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猫の恩返し ~ La ricompensa del Gatto

猫の恩返しAnno: 2002
Durata: 75 min
Genere: Fantasy/Sentimentale
Regia: Hiroyuki Morita
Sceneggiatura: Aoi Hîragi, Reiko Yoshida
Note: Sequel di 耳をすませば (Mimi wo Sumaseba) I Sospiri del mio Cuore

Trama: Chi non ha mai aiutato un animaletto per strada, dato da mangiare, curato  fosse stato ferito o anche solo accarezzato? Sicuramente in molti eppure a nessuno, che io sappia (anche se ho una mentalità moto aperta) sono sicura sia mai capitato di essere ringraziato. Da chi? Ma dall’animaletto ovviamente! La piccola Haru, una studentessa delle superiori, in diverse occasioni è stata molto gentile con gli animali e in particolare con i gatti. Non che l’avesse scelto, semplicemente le era capitato tutto qui. Un giorno istintivamente, grazie ai suoi pronti riflessi, riesce a salvare un gatto che attraversando di fretta la strada stava per essere investito da un camion. In pochi credo avrebbero mai avuto il coragio di farlo, ci avrebbero pensato sopra secondi di troppo e il gatto non ce l’avrebbe fatta. Contenta della sua buona azione, non si sarebbe certo aspettata un qualche sviluppo o ringraziamento ma invece durante la notte, tantissimi gatti in una lunga processione con tanto di lanterne, la vanno a trovare a casa. Haru scopre così non solo di aver salvato il principe del Regno dei Gatti ma che questi sapessero proprio parlare. Dopo ossequiosi ringraziamenti, le viene rivelato che il Re conquistato dalla sua gentilezza per aver salvato la vita del figlio, non poteva far altro che darla in sposa al principe per poterla ringraziare adeguatamente. Inutile dire che di sposare gatti la nostra ragazza proprio non ne aveva voglia eppure da sola cosa mai sarebbe stata in grado di fare? Adesso dovreste ricordavi di Baron, quella statuetta a forma di gatto con occhi verde smeraldo, completo, cappello e bastone, già incontrato in “I Sospiri del mio Cuore”. Sarà lui a darle una mano, assieme a quel curioso gattone che condusse Shizuko sulla via della felicità. Ma riuscirà a fare altrettanto con Haru? Quei gatti non sembrano proprio voler cambiare idea, anzi, la rapiranno e porteranno con forza nel loro Regno se sarà necessario! Buona Visione

Download: La Ricompensa del Gatto

耳をすませば ~ Se Tendi l’Orecchio

耳をすませば Anno: 1995
Durata: 111 min
Genere: Avventura/Sentimentale
Regia: Yoshifumi Kondō
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Note: Basato sull’omonimo manga di Aoi Hiiragi

Trama: Amore, Musica e Magia. Durante questi 111 minuti, ne uno più ne uno meno, spieremo con occhi curiosi, per alcuni nostalgici, la vita di una studentessa che serba dentro di se un grande sogno: diventare scrittrice! I genitori, gli amici, tutti lo sanno che Shizuku in realtà è più attratta da carta e matite che dai libri per la scuola. E’ un’assidua lettrice e ciò che le piace fare di più oltre a scrivere, è senza dubbio fare avanti e indietro dalla biblioteca civica e procurarsi nuovi libri da leggere. Ed è proprio questa sua passione, questo suo via vai di prendere in prestitito e restituire libri che le fa notare qualcosa a cui pochi forse, avrebbero fatto caso. Sembra infatti  che tutti i libri che prenda in prestito siano già stata letti sempre dalla stessa persona, un certo Amasawa. Non se lo spiega, com’è che ogni libro di suo interesse in qualche modo, questo Amasawa lo abbia già letto? Senza dubbio hanno gli stessi interessi non vi è altra spiegazione. E inizia così per curiosità. Shizuku senza accorgersene si troverà sulla strada giusta, quella che tutti cercano nella loro vita, ma che in pochi trovano, quella che conduce alla felicità.
Ma non crediate sia bastata solo la curiosità perchè a darle una zampa e una pista da seguire è stato indubbiamente quel curioso gattone. Letteralmente pedinato il nostro l’insolito micione, la condurrà ad un vecchio negozio di antiquariato che indovinate un pò? E’ di proprietà di un certo Amasawa! Tra un convenevole e l’altro il simpatico vecchietto facendole ammirare alcuni degli oggetti a lui più cari, le racconterà la storia di Baron, una statuetta ritraente un gatto dagli occhi verde smeraldo, in completo, cappello e bastone. Ma tornando ad Amasawa, sarà davvero l’anziano signore ad aver noleggiato tutti quei libri? Oppure in realtà potrebbe essere stato quell’antipatico ragazzo che l’aveva derisa nel pomeriggio a scuola per la canzone che aveva scritto per la recita? Scopritelo!  Ah, dienticavo, prestate molta attenzione a Baron, perchè lo rivedrete sicuramente in un altro film dello Studio Ghibli, ma questa è un’altra storia e ve la racconterò più avanti.
Buona Visione!

Download: I Sospiri del mio Cuore

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