化け草履 ~ Bakezōri

big-3193788e99Vi presento il Bakezōri!  Dove 化け (Bake) significa “assumere la forma” e  草履 (Zōri)
è il nome dei sandali tradizionali giapponesi, letteralmente “scarpe realizzate con erba”. Quest’innocuo e tutto sommato simpatico mostriciattolo non è un pericolo per le persone, ma se si mette d’impegno tendo a spaventarle parecchio. E’ lo spirito di tutti quegli oggetti che rimangono inutilizzati dall’uomo e si sprigiona quando dopo 100 anni questi oggetti che posso essere sia cose, vestiti, elettrodomestici, vengono in qualche modo “dimenticati”.
Questo grande sandalo con il suo enorme occhio e la lingua sempre tesa a sberleffo, nasce proprio da un vecchio paio di calzature gettate via nonostante fossero ancora buone. Se anche voi siete persone che con poca cura compiono sprechi, non meravigliatevi durante la notte, se sentirete una strana voce dire: “kararin, kororin, kankororin!” tradotto “Tre occhi, tre occhi e due denti!”.
Certe volte come ho già detto anima le cose ma altre, forse più per malavoglia, tende semplicemente a scappare fuori di casa, gridando a gran voce il suo strano motto. Barbara Kawakami CollectionMotto, che prende spunto dalla forma degli zōri che sembrano avere davvero tre occhi (i fori per le cinghie) e due denti (le piattaforme di legno sulla base). Quindi state molto attenti agli sprechi. Vestiti, scarpe, lavatrici.
Usate quello che acquistate e non dimenticatelo dentro un fondo armadio oppure giù in cantina. Potrebbe tornare a cercarvi! (((゜д゜; )))

Book Off!

ddSono sincera, non sapevo dell’esistenza di questo fantastico negozio se non quando un’amica giapponese mi ha portata lì davanti. Credo sia il paradiso di ogni buon Otaku che si rispetti. Ma se sei solo un semplice appassionato credimi che va bene lo stesso! Questo misterioso shop che dal nome potrebbe non rivelare appieno le sue qualità non è altro che un negozio del’usato.
Ma quando pensiamo al termine “usato” che abbiamo qui in Italia ciò potrebbe farci storcere un po’ il naso non è così? Bene, credetemi che quando ho messo piede all’interno, tutto avrei pensato ma di certo non ad un negozio dell’usato!  I giapponesi sì sa, sono un po’ maniaci (in senso buono ovviamente) dell’ordine.
Il Book-Off solitamente è strutturato su diversi piani e in Giappone se ne trovano davvero parecchi! Potrete trovare: manga, riviste, libri, anime e film, videogiochi, CD di ogni genere anche stranieri, console e molto, molto altro per cifre davvero irrisorie! Per farvi un esempio oltre alla vastissima scelta vi sono intere corsie a 105 yen. In poche parole troverete roba usata ma praticamente nuova ad un prezzo stracciato. Il lato negativo è che davvero c’è il rischio di uscire fuori in mutande. (oT-T)尸
Conclusione? C’ero demtro ogni tre per due e soprattutto a causa sua, ho inviato un sacco di pacchi a casa visto che in valigia non ci stava più nulla.
Vi adoro Book off!

 

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100円ショップ ~ 100 yen Shop

131114E799BEE59D87NKBE69CACE983B7E4B889E4B881E79BAERicordo che dopo qualche settimana dal mio arrivo a Yokohama, cercai subito di trovare una maniera per risparmiare il più possibile, sopratutto sul cibo ed oggettistica che mi sarebbe servita solo per il soggiorno, quindi utensili per la cucina e altro. 3 mesi erano lunghi da passare e le finanze, dovendo pagare anche la scuola di lingua non erano poi molte. Fu per caso che un pomeriggio alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti, capitai in uno di questi curiosi negozietti. Appena vista l’insegna, che concorderete con me, era molto invitate vi entrai senza esitare. Quello che trovai mi stupì e in un primo momento, vedendo il prezzo irrisorio non posso negare di essermi fatta qualche domanda sulla reale qualità dei prodotti. Eppure dopo una prima piccola spesa di prova, posso dire che la qualità fosse davvero ottima!
Questi piccoli shop si trovano ovunque, sia in grandi centri commerciali che lungo le strade di qualsiasi città. Sia di piccole che grandi dimensioni non finisce mai di stupirti per l’enorme quantità di assortimento che riescono ad avere. In pratica sono quasi dei piccoli centri commerciali visto che contengono davvero di tutto. Dal cibo, ai prodotti per la casa e quindi sia per l’arredamento che per la sua pulizia, prodotti di cancelleria, per il bricolage, prodotti di pronto soccorso e tremila altre cosette che chissà come risultano indispensabili nel momento in cui le notate. Gli oggetti sono tutti quasi esclusivamente importanti e fabbricati in Cina ma a parte le ciabatte che mi sono durate solo un paio di giorni devo dire che tutto il resto, soprattutto il cibo e le bibite sono davvero di ottima qualità. Per chi si troverà poi ad abitare in Giappone, chi ne avrà la fortuna, potrebbe proprio grazie a questo fantastico negozio, risparmiare parecchi soldini perché come dice il nome, tutto costa solo 100 yen. (ღ˘⌣˘ღ)

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着物、浴衣 ~ Kimono e Yukata

YukataOggi si parla di vestiti tradizionali! Non so voi ma almeno per quanto mi riguarda, agli inizi quando ancora sapevo così poco della cultura giapponese, avevo una certa difficoltà nel focalizzare bene la differenza tra i vari abbigliamenti. 着物 (Kimono) e 浴衣 (Yukata) per esempio, erano per me praticamente la stessa cosa. L’unica mia certezza che poteva avere voce in capitolo nella loro distinzione, era che lo Yukata si usasse principalmente d’estate, niente di più.

Il  着物 (Kimono)  着 (Ki) dal verbo 着る (Kiru) “Vestire” e 物 (Mono) “Cosa” significa letteralmente “Cosa per Vestirsi”. Una volta usato per descrivere ogni tipo di abito con il tempo, ha assunto l’identità di un abito specifico tradizionale. La sua forma a T non evidenzia od esalta il corpo di chi lo indossa ma ne fa risaltare il portamento e l’eleganza. La sua lunghezza arriva all’altezza delle caviglie, e le braccia sono ben nascoste in graziose maniche lunghe che ricoprendole fino ai polsi, si alungano verso il basso arrivando addirittura a misurare mezzo metro. La veste deve essere avvolta al corpo con il lembo sinistro sopra quello destro (l’abbinamento contrario viene usato per vestire le persone decedute, durante i funerali), il tutto fissato con una “cintura” di stoffa legata dietro la schiena detta 帯 (Obi). Le donne nubili solitamente indossano il 振袖 (Furisode) dove 振 (Furi) significa “Svolazzante” e 袖 (Sode) “Maniche” quindi letteralmente “Maniche che svolazzano”, questo perchè hanno una lunghezza notevole, che può superare il metro. E’ un tipo di kimono più formale fatto di seta molto pregiata e colorata che viene indossato solo in occasioni ed eventi importanti. Com’è facile capire di kimono abbiamo diversi tipi, oltre al Furisode ce ne sono tanti altri e la scelta di quale indossare è legata a numerosi simboli e sottili messaggi sociali. Insomma indossare un kimono non è così semplice come si potrebbe pensare, a quanto pare non bisogna basarsi solo sulla sua bellezza, sulla trama o sul colore. Il kimono adatto deve infatti rispecchiare l’età, lo stato civile della donna e l’occasione specifica dove verrà indossato.

Lo 浴衣 (Yukata) è anch’esso un tipo di kimono ma più informale realizzato in cotone. Un tipo di abbigliamento estivo con trame molto colorate che viene indossato principalmente durante le feste cittadine/di paese e 祭 (Matsuri). La vivacità dei colori cambia a seconda dell’età di chi lo indossa, i più colorati sono adatti ai bambini, quelli con motivi floreali alle ragazze mentre le donne più anziane, vestono con colori più neutri e meno vistosi.  浴衣 (Yukata) significa letteralmente “Abito da Bagno” e in origine veniva utilizzato dagli stessi nobili a mo’ di accappatoio. Al giorno d’oggi la sua versione più semplice viene messa a disposizione della clientela che ben volentieri approfittando della sua comodità, non mancherà di indossarlo nei ryokan (alberghi tradizionali) e alle Onsen (terme).

Quando mi fermai due giorni alle onsen vicino Odaiba, ho avuto l’occasione di indossare per la prima volta uno Yukata. I clienti potevano scegliere fra diversi colori e motivi, ma non chiedetemi perchè io e le altre ragazze abbiamo scelto tutte lo stesso. Nonostante l’emozione e la contentezza di quell’opportunità non posso che riconoscere con sincera critica costruttiva che non mi donasse minimamente, sembravo proprio una salsiccia, nulla a che vedere con le graziose protagoniste dei manga. Forse non sono stata abile nell’annodare l’obi, forse i chili di troppo o il mio non essere giapponese non saprei, ma ancora adesso conservo gelosamente con gioia quelle foto che in modo goffo hanno ritratto quei momenti buffi e così palesemente occidentali.

達磨 ~ Daruma

DarumaDall’aspetto un po’ inquitante, dato il bianco intenso dei loro occhi, queste piccole e alle volte imponenti bamboline rosse hanno un dono unico e raro: realizzano i desideri!
E non guardatemi storto credendo che non vi veda, perchè non vi sto rigirando la solita credenza da due soldi che si nasconde dietro al mercato culturale. A me è successo.
Prima di tutto dovete sapere che i 達磨 (Daruma) dette anche bambole Dharma, hanno una forma tondeggiante, non hanno né braccia né gambe, solo un’immensa testona raffigurante il volto roseo di un uomo perennemente arrabbiato. Due sopracciglia folte e minacciose, grandi baffi, una generosa barba e due occhi bianchi come fossero ciechi. Si dice che rappresentino la figura di Bodhidharma, monaco buddhista indiano ritenuto il patriarca di questa religione.  Solitamente possono essere acquistati presso i templi e in negozi nelle loro vicinanze, per la modica cifra di 500¥ (circa 3,80€) a salire se lo si desideri di una dimensione maggiore. La loro grandezza infatti può variare dai 5 cm ai 60 cm e i colori più frequenti sono il rosso, giallo, verde e bianco. Ma com’è che funzionano di preciso? Per esprimere il desiderio, dobbiamo disegnare un occhio alla piccola bambola, nel momento preciso in cui viene formulato e solo quando si sarà realizzato, (non vi è un tempo preciso) solo allora dovremo colorare il secondo occhio. Io penso che il Daruma riesca a realizzare i nostri desideri proprio come segno di ringraziamento. In fondo i nostri sogni, le nostre speranze donano loro la vista. Il loro vero potere inoltre, è quello di saper guardare proprio con quel loro piccolo occhio nero, se il nostro desiderio sia meritevole o meno di essere esaudito. Non credo che tutti i desideri possano esserlo tanto meno che questa “fortuna” possa capitare a tutti ma quei desideri, quelli carichi di disperazione, amore, delle emozioni più intense, quel singolo occhio può vederle e farà del suo meglio per realizzarli.

Daruma

Ogni volta che sto per aprire il frigorifero lo vedo, vedo quel vecchio calendarietto del 2011 regalatomi da Ayako il tre Gennaio di quell’anno nuovo a Firenze.
Il piccolo daruma con i suoi grandi occhi neri mi osserva o come dico io, mi tiene d’occhio. Sotto, un po’ consumata dal tempo, si riesce ancora a leggere ciò che scrissi, quel desiderio intriso di speranza, disperazione a amore:

今年日本に行きますように
(Kotoshi Nihon ni ikimasu you ni)
“Affinché quest’anno possa andare in Giappone”

風鈴 ~ Fūrin

 ふうりん 風鈴 (Fuurin) 風 (Fuu) “Aria” e 鈴 (Rin)
“Campana”. Visto il bel tempo, dopo così tanti giorni di pioggia, perchè non parlare del Fūrin? Uno degli oggetti che si vedono comparire spesso anche nei manga e che almeno io, ho sempre sognato di poter avere. Nulla di troppo costoso o introvabile, si tratta di una piccola campanella tondeggiante (solitamente in ghisa o vetro) sotto la quale si trovano legati dei tubicini e una strisciolina di carta, decorata con scritte e disegni. Ne esistono un infinità, ma i più belli a mio parere, sono sicuramente quelli dipinti a mano. Il fatto curioso è che il Fūrin in realtà ha origini cinesi, ma durante i secoli e da molti secoli ancora, è entrato a far parte della cultura Giapponese. Sicuramente durante l’estate se vi recate in Giappone, non potrete fare a meno di notarli, appesi sulle grondaie o sugli infissi delle abitazioni. Sebbene questo grazioso oggettino dia con piacere voce all’aria da cui si lascia accarezzare, la sua funzione principale secondo la credenza, è in realtà, è quella di allontanare gli spiriti maligni da casa. Una responsabilità non da poco, basti pensare che addiritura un antico monaco buddista di Kamakura, arrivò a definirlo Tesoro Nazionale. Adesso chiudete gli occhi e immaginate. Immaginate di essere in una bellissima campagna giapponese, il sole caldo e il profumo di erba e fiori. Ragazzi in bicicletta e anziani con grandi cappelli da giardiniere a riordinare gli orti. Nell’aria che vi solletica la pelle ora potete sentire oltre al frinire incessante delle cicale, un dolce tintinnio di campane: fresco, che calma i cuori e che vi sussurra lentamente all’orecchio, che l’estate ormai è arrivata.

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