21 Marzo – “Shunbun no Hi”

春の彼岸春分の日
Shunbun no Hi

Il 20 o il 21 di Marzo , a seconda se l’anno sia bisestile o meno, si celebra la Festa Nazionale dell’Equinozio di Primavera. Finalmente il freddo se ne va e si fa spazio la tanto attesa primavera, con i suoi splendidi ciliegi in fiore e il suo tepore rassicurante che ci accompagna verso l’estate.
Passeggiate all’aria aperta, con addosso vestiti leggeri. I bellissimi colori di cui si dipinge la natura e il cuore che si sente già più leggero, libero dal ghiaccio invernale ora sciolto. In realtà lo 春の彼岸 (Haru no Higan) “equinozio di primavera”, dura ben sette giorni. Questa settimana dai toni spirituali, è dedicata alla commemorazione dei defunti, dei familiari che purtroppo non sono più con noi. E’ usanza visitare le loro “dimore”, rigovernarle pulendole dall’erbacce, tergerle con acqua e accendere del nuovo e profumato incenso. Si prega ed offrono gli 御萩 (Ohagi) palline dolci di farina di riso e soia ripiene di あんこ (Anko), marmellata di fagioli rossi. Ci si riunisce in casa, e assaporando gli Ohagi, si portano alla mente i ricordi degli amici, dei genitori, dei fratelli e dei figli. Si sorride, ride seppur con qualche lacrima e ripensa a tutti quei momenti felici che non torneranno ma rimarranno per sempre custoditi nei cuori. Un giorno, una settimana per rivivere quei momenti indimenticabili, quelle persone. Amori, Amicizie, Famiglia.

14 Marzo – “White Day”

ハッピーホワイトデーホワイトデー
Howaito dē

Il 14 Marzo, non è proprio un giorno di festa, ma si celebra una ricorrenza curiosa, simpatica e piuttosto dolce, in risposta al 14 di Febbraio, ovvero San Valentino. Una ricorrenza orientale a 360°, ma scommetto che qualcuno probabilmente, già la conosce. Prima di tutto, bisogna dire che il nostro S.Valentino, e quando dico “nostro” intendo quello occidentale, si festeggia diversamente rispetto a quello dei paesi dove sorge il sole. Come sapete infatti, è la festa degli innamorati, delle coppie, e a volte, una buona occasione per i ragazzi di farsi avanti e dichiararsi finalmente, alla persona che amano. In Giappone invece, sono le ragazze che devono prendere la così detta “palla al balzo”! E così non solo al ragazzo di cui sono innamorate, ma anche ai ragazzi con cui hanno amicizia o rapporto di lavoro, è buona consuetudine che comprino o preparino del cioccolato. E i ragazzi?
Ben contenti, lo accetteranno e dovranno ricordarsi delle ragazze da cui lo hanno ricevuto. A distanza di un mese infatti, si celebra il tanto atteso, dalle donzelle, White Day, dove i nostri maschietti, come ringraziamento per i dolcetti ricevuti, contraccambieranno con un regalino, che potrà essere di qualsiasi genere, non solo leccornie a base di zucchero! Tirando le somme, nei paesi orientali, sia a
S. Valentino che al White Day, prendono parte tutti, amici, parenti e innamorati.
Un modo di festegiare diverso, forse più dolce rispetto al nostro.

11 Marzo – “Pray for Japan”

Pray for Japan

日本のために祈る
Nihon no Tame ni Inoru

L’11 Marzo è un giorno della Memoria.
In molti se ne ricorderanno anche se vorrei dire tutti. Questo stesso giorno nel 2011, è avvenuto uno dei più recenti e gravi disastri che abbiano mai colpito il Giappone.
Un grande Terremoto con un magnitudo di 9.0 colpisce il Tōhoku. Ne consegue uno Tsunami con onde alte più di 10 metri ed una contaminazione nucleare nella centrale di Fukushima. Tale contaminazione, compromette il terreno e le acque di diverse zone. Ad oggi, si parla di circa 19.000 Vite che nel giro di una giornata, sono state spezzate. Intere zone evacuate, bambini che hanno perso i genitori, genitori che hanno perso i figli. Questi disastri naturali, tutte queste perdite, andrebbero ricordate giorno dopo giorno e le persone che hanno nelle mani il potere, i mezzi, hanno quantomeno, l’obbligo morale nell’attrezzare il proprio paese con i giusti mezzi, con le giuste risorse, affinchè si sia sempre preparati e vigili, in modo da poter salvare tutte le vite possibili.

E’ l’11 Marzo 2011, mi sveglio nel silenzio della mia stanza.
Penso al Giappone, al biglietto aereo appena acquistato direttamente all’aeroporto di Pisa. Apro di corsa il cassetto, lo prendo in mano, “allora non è un sogno” penso, “sto davvero per partire”. Squilla il telefono, ma sono ancora troppo addormentata per rispondere, così mi limito ad accendere il computer.
Qualche minuto e inizia l’incubo. Notizie che parlano di un forte terremoto, che all’inizio non sembrano allarmanti e poi il terribile tsunami. Un battito di palpebre e l’acqua porta via tutto. Accendo la Tv e continuo a seguire le notizie, contatto persone che conosco residenti in Giappone, mi assicuro che stiano bene. Nello schermo freddo della televisione, vedo immagini terribili, sento storie di persone, ragazzi della mia età che sono sopravvissuti, mentre di altri non vi è più traccia.
E’ inutile, le lacrime scendono da sole, e mentre leggo messaggi razziali, di scherno ed ascolto le parole vuote delle persone “importanti” che governano, unisco le mani e faccio ciò che non faccio da molto tempo.
Prego, prego per il mio Giappone.

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