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Hey la! I post di questo blog adesso sono disponibile anche su FB.
Ebbene sì, ho creato una piccola paginetta. Forse sarò l’ennesima pecora, forse no.
E’ solo questione di comodità secondo me.
Un po’ come allungare semplicemente la mano per stringere una bella tazza di caffè nero e caldo di primo mattino. Che buon profumo.
Questo piccolo spazio, sarà finalmente ben visibile sotto i vostri occhi, e spero sempre bello aggiornato. La paginetta in questione non poteva che chiamarsi “Hideta no Sekai”.
Mss. Ovvietà vi saluta per il momento, aspettando di vedervi in molti sulla nuova paginetta che darà molto più spazio ai racconti pur non tralasciando il lato giapponese.

 

 

I’m Alive, really.

E’ passato qualche anno da quando ho scritto l’ultima volta.
Sembra una vita fa e forse lo è.
Ho trovato un nuovo lavoro, l’ho lasciato.
Ho trovato un’amica, una vera e me la sono tenuta stretta.
Per la prima volta in vita mia ho vissuto un’estate bellissima in cui non mi sono negata nulla. Non proprio tutto Alcol e Rock&Roll, ma quasi.
Incredibile ma vero, anche il mio Mark Darcy alla fine è riuscito a trovarmi.
Quel qualcuno che ogni giorno ti dice: “Tu mi piaci, così come sei.” e te lo dimostra.
Poi ho trovato un altro lavoro. E nonostante questo, la vorticosa trottola che è in me non si accontenta e gira, gira, gira. E non smetterà di girare se non  per qualcosa di veramente meraviglioso, questo lo so bene. Ho vissuto momenti orribili e i loro opposti.
Ho letto tanti libri.
Visto tanti film.
Dopo un lungo periodo buio, senza neanche un cerino a fare un po’ di luce, finalmente sto riiniziando a vivere, ma vivere per davvero.
Sarà un sogno? Spero di no.
C’è voluta tanta forza di volontà ma ce l’ho fatta. Sebbene i momenti bui non mancheranno nel futuro, mi sento ben salda sulle mie gambe e finché mi reggeranno io camminerò. A tutte le persone che sono distese, in ginocchio o che non riescono a rialzarsi. Forza, la vita è una. E sebbene sia difficile può essere bellissima, basta saperla affrontare nel modo giusto. Dico nel modo giusto e non con le persone giuste, volutamente. Questo perché molte persone che combattono guerre inimmaginabili con se stessi o col mondo, sono loro le uniche a potersi aiutare davvero.
Le uniche in grado di guarirsi. Quindi forza!

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Rumore bianco

Pensieri, grovigli.
Cerchi il capo e più perdi il filo.
Dove inizia uno? E l’altro dov’è che finisce?
La testa non sa nulla e il cuore per tutta risposta è muto.

Si vive di incertezze e senza nuotare, non si può far altro che rimanere a galla,
come gabbiani stanchi in mezzo al mare.
I sogni sono incubi e le paure allo scoccare della mezzanotte,
chissà perchè ci sembrano sempre così concrete.

Dormire? Restare sveglia?
E’ tutto un brusio costante e affannato di pensieri in costante tormento.
Afferri un vecchio disco.
Distesa, stremata.
Lasci che le note di un’epoca passata, ti cullino come un anestetico.
Anche solo per poco.

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Breath.

Goccia che cade. Lava via tutto.
I pensieri sussurrano.
I segreti ti scavano.
I rimpianti fingono la non esistenza.
Non ti curar di nulla, lavali via. Cacciali lontano dove non ti potranno raggiungere.
Il suono dell’acqua. Sapone negli occhi. Brucia ma non fa male come dovrebbe.
Altri sono i dolori. Troppi. Sono loro che bruciano.
E tu soffia. Soffia come sui fiori a palloncino fatti di semi con paracadute.
La finestra sbatte. La musica è finita. Ma tu te lo ricordi quando hai smesso di ballare?

La luce si spegne. Il miagolare di un gatto.
L’acqua scorre e forse ha lavato via tutto.
Spegni il rubinetto. Il vetro appannato
I pensieri sono spenti.
I segreti chi non li ha.
I rimpianti non fingono più, ci sono.
Devi salvarti da sola.

“E…

“E ogni tanto il passato torna a salutarti.
E anche se i ricordi non siano dei migliori, te ne freghi e sorridi lo stesso.”

 

H. J. hideta

Citazione

Il Viaggio

Tsuyuko
Quanti posti da visitare, quante cose da vivere,
quante persone da conoscere e capirne i cuori.
La voglia di partire che accompagna costantemente l’esistenza di alcuni,
la voglia di restare di altri.
Se vi chiedessero di scegliere se rimanere o partire,
quale sarebbe la risposta giusta da dare?
E se foste in grando di scegliere se lasciare o farsi lasciare
sareste in grando di dirlo, di farlo?

E’ una voglia costante, intensa, incessante quella di alcuni. Una voglia travolgente, quasi difficile da spiegare, che ti attraversa la mente come una cascata di petali di ciliegio e che crea un guizzo nei tuoi occhi quasi impercettibile che ti porta a rivisitare tutti i paesaggi le emozioni, le foto del cuore dei viaggi ormai andati, che ti hanno portato lontano, che hanno cercato di cambiare la tua vita, riuscendoci e non. Quella voglia di partire che ti fa formicolare gli arti, come una spinta contro qualcuno a cui sei andato addosso per sbaglio e lui è lì a prenderti per il colletto e ti dice: “Cosa diavolo stai aspettando?”.
Tu lo guardi e sorridi in un silenzio carico di cose non dette.
E ogni stagione avrebbe una sua  meta, ogni giorno una differente città. Ogni colore ti ricorderebbe un paesaggio, i profumi e le canzoni, un ricordo. Se solo la vita potesse essere fatta di viaggi, infiniti e bellissimi. Ogni giorno sarebbe diverso, vero, intenso. E anche le persone che incontreresti per poco tempo, avrebbero quella autenticità seppur effimera che da sempre hai cercato nel quotidiano.

Primavera in Giappone tra templi, giardini e la caoticità del moderno.
Estate a Londra tra storia, grandi parchi e quella misteriosa aura da cui sembra essere avvolta.
Autunno a Parigi tra musei, romanticismo e i suoi vicoli in cui non resisti nel volerti perdere.
Inverno in Lapponia, tra neve, slitte e tazze di cioccolata calda, vivendo il Natale e l’inizio del nuovo anno, crogiolandoti nei ricordi della bella infanzia, e nelle tue speranze per un nuovo inizio.

Voci precedenti più vecchie

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