Rumore bianco

Pensieri, grovigli.
Cerchi il capo e più perdi il filo.
Dove inizia uno? E l’altro dov’è che finisce?
La testa non sa nulla e il cuore per tutta risposta è muto.

Si vive di incertezze e senza nuotare, non si può far altro che rimanere a galla,
come gabbiani stanchi in mezzo al mare.
I sogni sono incubi e le paure allo scoccare della mezzanotte,
chissà perchè ci sembrano sempre così concrete.

Dormire? Restare sveglia?
E’ tutto un brusio costante e affannato di pensieri in costante tormento.
Afferri un vecchio disco.
Distesa, stremata.
Lasci che le note di un’epoca passata, ti cullino come un anestetico.
Anche solo per poco.

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Breath.

Goccia che cade. Lava via tutto.
I pensieri sussurrano.
I segreti ti scavano.
I rimpianti fingono la non esistenza.
Non ti curar di nulla, lavali via. Cacciali lontano dove non ti potranno raggiungere.
Il suono dell’acqua. Sapone negli occhi. Brucia ma non fa male come dovrebbe.
Altri sono i dolori. Troppi. Sono loro che bruciano.
E tu soffia. Soffia come sui fiori a palloncino fatti di semi con paracadute.
La finestra sbatte. La musica è finita. Ma tu te lo ricordi quando hai smesso di ballare?

La luce si spegne. Il miagolare di un gatto.
L’acqua scorre e forse ha lavato via tutto.
Spegni il rubinetto. Il vetro appannato
I pensieri sono spenti.
I segreti chi non li ha.
I rimpianti non fingono più, ci sono.
Devi salvarti da sola.

“E…

“E ogni tanto il passato torna a salutarti.
E anche se i ricordi non siano dei migliori, te ne freghi e sorridi lo stesso.”

 

H. J. hideta

Citazione

Il Viaggio

Tsuyuko
Quanti posti da visitare, quante cose da vivere,
quante persone da conoscere e capirne i cuori.
La voglia di partire che accompagna costantemente l’esistenza di alcuni,
la voglia di restare di altri.
Se vi chiedessero di scegliere se rimanere o partire,
quale sarebbe la risposta giusta da dare?
E se foste in grando di scegliere se lasciare o farsi lasciare
sareste in grando di dirlo, di farlo?

E’ una voglia costante, intensa, incessante quella di alcuni. Una voglia travolgente, quasi difficile da spiegare, che ti attraversa la mente come una cascata di petali di ciliegio e che crea un guizzo nei tuoi occhi quasi impercettibile che ti porta a rivisitare tutti i paesaggi le emozioni, le foto del cuore dei viaggi ormai andati, che ti hanno portato lontano, che hanno cercato di cambiare la tua vita, riuscendoci e non. Quella voglia di partire che ti fa formicolare gli arti, come una spinta contro qualcuno a cui sei andato addosso per sbaglio e lui è lì a prenderti per il colletto e ti dice: “Cosa diavolo stai aspettando?”.
Tu lo guardi e sorridi in un silenzio carico di cose non dette.
E ogni stagione avrebbe una sua  meta, ogni giorno una differente città. Ogni colore ti ricorderebbe un paesaggio, i profumi e le canzoni, un ricordo. Se solo la vita potesse essere fatta di viaggi, infiniti e bellissimi. Ogni giorno sarebbe diverso, vero, intenso. E anche le persone che incontreresti per poco tempo, avrebbero quella autenticità seppur effimera che da sempre hai cercato nel quotidiano.

Primavera in Giappone tra templi, giardini e la caoticità del moderno.
Estate a Londra tra storia, grandi parchi e quella misteriosa aura da cui sembra essere avvolta.
Autunno a Parigi tra musei, romanticismo e i suoi vicoli in cui non resisti nel volerti perdere.
Inverno in Lapponia, tra neve, slitte e tazze di cioccolata calda, vivendo il Natale e l’inizio del nuovo anno, crogiolandoti nei ricordi della bella infanzia, e nelle tue speranze per un nuovo inizio.

Inseguendoti

“E poi vedi qualcosa…
Qualcosa di incredibilmente bello, forse troppo.
Lo segui con lo sguardo, fin dove i tuoi occhi possono,
ma esso scivola via.
E lì che senti di aver perso quel qualcosa.
Un “qualcosa” importante, che non avrai mai l’opportunità di vivere davvero.”

H. J. hideta

 

 

 

 

Citazione

All’amico, al nonno, al padre.

Artist: Chihiro

Te lo ricordi il mare?
Le lunghe passeggiate, i tuffi, le risate.
Quando si riusciva a giocare ancora con le parole, con la sabbia
senza spender denaro, vivendo della vita stessa.

E si palava del futuro. Da grande che farai?
Con quella semplicità nel cuore, che rendeva tutto possibile e reale.
E quel bambino? Quello con cui mi vedevi fare castelli di sabbia…
Ora con gli occhi di chi è cresciuto penso, chissà che fine avrà fatto.

Quanto da piccola credevo che il tuo “per sempre” volesse dire questo e non
“fin dove riesco ad arrivare”.
Questa strada lunga, o che almeno lo vuole sembrare.
Quei momenti, questi,
che sembrano arrivare e passare senza che tu riesca ad afferrarli.

E i monti te li ricordi? La casa in montagna…
Il piccolo paesino, le coccinelle, le fragole.
Quando il mattino ci portava ai laghi e ai parco giochi, mentre la notte in giardino ad assaporare camomilla e lucciole.
I disastri in cucina, le patate dolci, le favole sussurrate nel sonno.

Io ricordo tutto. Tutti quei bellissimi istanti, vissuti.
Che non torneranno.
Che conserverò per sempre.
Ora che non sei più qui, quando ci sei sempre stato.

A questi anni che passano senza passare davvero,
ogni giorno nei miei pensieri ci sei.
E quel sordo dolore
anche se dicevano il contrario, so che non passerà mai.

Mi manchi, nelle risate, nei pianti, nel cuore.

Voci precedenti più vecchie

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