I’m Alive, really.

E’ passato qualche anno da quando ho scritto l’ultima volta.
Sembra una vita fa e forse lo è.
Ho trovato un nuovo lavoro, l’ho lasciato.
Ho trovato un’amica, una vera e me la sono tenuta stretta.
Per la prima volta in vita mia ho vissuto un’estate bellissima in cui non mi sono negata nulla. Non proprio tutto Alcol e Rock&Roll, ma quasi.
Incredibile ma vero, anche il mio Mark Darcy alla fine è riuscito a trovarmi.
Quel qualcuno che ogni giorno ti dice: “Tu mi piaci, così come sei.” e te lo dimostra.
Poi ho trovato un altro lavoro. E nonostante questo, la vorticosa trottola che è in me non si accontenta e gira, gira, gira. E non smetterà di girare se non  per qualcosa di veramente meraviglioso, questo lo so bene. Ho vissuto momenti orribili e i loro opposti.
Ho letto tanti libri.
Visto tanti film.
Dopo un lungo periodo buio, senza neanche un cerino a fare un po’ di luce, finalmente sto riiniziando a vivere, ma vivere per davvero.
Sarà un sogno? Spero di no.
C’è voluta tanta forza di volontà ma ce l’ho fatta. Sebbene i momenti bui non mancheranno nel futuro, mi sento ben salda sulle mie gambe e finché mi reggeranno io camminerò. A tutte le persone che sono distese, in ginocchio o che non riescono a rialzarsi. Forza, la vita è una. E sebbene sia difficile può essere bellissima, basta saperla affrontare nel modo giusto. Dico nel modo giusto e non con le persone giuste, volutamente. Questo perché molte persone che combattono guerre inimmaginabili con se stessi o col mondo, sono loro le uniche a potersi aiutare davvero.
Le uniche in grado di guarirsi. Quindi forza!

12301754_971251169601584_6628221590524075612_n

 

 

 

Annunci

All’amico, al nonno, al padre.

Artist: Chihiro

Te lo ricordi il mare?
Le lunghe passeggiate, i tuffi, le risate.
Quando si riusciva a giocare ancora con le parole, con la sabbia
senza spender denaro, vivendo della vita stessa.

E si palava del futuro. Da grande che farai?
Con quella semplicità nel cuore, che rendeva tutto possibile e reale.
E quel bambino? Quello con cui mi vedevi fare castelli di sabbia…
Ora con gli occhi di chi è cresciuto penso, chissà che fine avrà fatto.

Quanto da piccola credevo che il tuo “per sempre” volesse dire questo e non
“fin dove riesco ad arrivare”.
Questa strada lunga, o che almeno lo vuole sembrare.
Quei momenti, questi,
che sembrano arrivare e passare senza che tu riesca ad afferrarli.

E i monti te li ricordi? La casa in montagna…
Il piccolo paesino, le coccinelle, le fragole.
Quando il mattino ci portava ai laghi e ai parco giochi, mentre la notte in giardino ad assaporare camomilla e lucciole.
I disastri in cucina, le patate dolci, le favole sussurrate nel sonno.

Io ricordo tutto. Tutti quei bellissimi istanti, vissuti.
Che non torneranno.
Che conserverò per sempre.
Ora che non sei più qui, quando ci sei sempre stato.

A questi anni che passano senza passare davvero,
ogni giorno nei miei pensieri ci sei.
E quel sordo dolore
anche se dicevano il contrario, so che non passerà mai.

Mi manchi, nelle risate, nei pianti, nel cuore.

07 Luglio – “Tanabata”

Tanabata七夕
Tanabata

Oggi in Giappone si festeggia Tanabata, ovvero la settima notte. Il Tanabata ha origini cinesi o per meglio dire, lo ha la sua leggenda.

Essa narra che in tempi lontani lontani, una Dea di nome Orihime finì per innamorarsi di un umano Hikoboshi. Nonostante le loro origini nettamente differenti, i due si sposarono e non curanti delle conseguenze iniziarono a trascurare così anche i loro doveri. La Dea non tessette più gli abiti per gli Dei come aveva sempre fatto e l’umano trascurò i suoi raccolti e il bestiame di cui si era sempre preso cura.  L’ira del padre della ragazza fu tale da separarli con violenza in un attimo. I due non si sarebbero mai più potuti vedere, separati per sempre da quel fiume, la via lattea che il padre aveva aumentato in grandezza. Ma la Dea e il suo sposo, piansero così tanto e in modo così disperato, che il padre impietosito, acconsentì infine a concedere loro un incontro, la settima notte del settimo mese. Solo quell’unica notte quando la distanza che li separa va ad assottigliarsi.

Si dice che questa storia abbia fondamenti reali e che solo in seguito sia stata trasportata in ambientazione celeste. I due innamorati infatti in questo contensto, rappresentano due stelle del firmamento, Orihime è Vega mentre Hikoboshi, Altair. Due stelle separate dalla via lattea.

Lo riuscite a vedere il mio desiderio?

Lo riuscite a vedere il mio desiderio?

In questo periodo anche prima di Tanabata, le strade delle città vengono decorate con grandi stelle filanti colorate, si indossano gli yukata e si respira un’atmosfera allegra. La sera del 7 luglio poi, i giapponesi camminando per le strade, non possono che ammirare le bellissime e luminose lampade di carta arricchite da graziose decorazioni. L’usanza più particolare di questa bellissima notte, è quella di poter appendere i propri desideri, scritti sui 短冊 (Tanzaku) strisce di carta colorata, ai rami di bambù, il simbolo per eccellenza di Tanabata. I giovani e non solo, chiedono fortuna in amore e nello studio.

幸い、愛、元気になって来るように。
Saiwai, Ai, Genki ni natte kuru you ni.
In modo che arrivi felicità, amore e la salute.

Vita Giapponese

Artist: Tsuyuko

Sono passati anni eppure qualche volta ancora succede.
La mattina quando il sole cerca di attraversare con poco succcesso le tende della stanza, quando un venticello fresco mi solletica le braccia facendole ritirare sotto le lenzuola, la sveglia canta un brano dell’ultimo successo di Yamapi ed io mi sveglio. Apro gli occhi e vedo il Giappone.

Il letto a castello per niente saldo sulle sue gambe metalliche sul quale sono stese in modo piuttosto disordinato biancheria, asciugamani e vestiti. Alle mie spalle il cigolante “buongiorno” della porta del bagno, il frigo rumoroso poco distante, che si unisce ai saluti. Ancora intontita dal sonno nel mio morbido futon di seconda mano, invero con un leggero mal di schiena, ai piedi del letto occidentale rifiutato a priori, guardo fuori, dove la solita finestra cieca dell’edificio antistante, non sembra voler raccontare nulla di nuovo. Nel corridoio alle mie spalle, da cui una porta piuttosto sottile mi separa, si sente il vociare chiassoso e incomprensibile di alcuni cinesi, forse dipendenti o clienti dell’albergo per studenti.

Apro il frigo e prosciugo metà bottiglia di acqua, marca coreana, che il giorno prima ero riuscita a trascinare con fatica dal lontano ma conveniente supermercato di Minato Mirai. Adesso molto più leggera, la metto al suo posto cioè tra la lattina di Seven Up gusto lime, il mio ultimo amore, e il cartone di caffè già pronto da bere. Anche il mio stomaco sembra essersi svegliato ricordandomi che sia ora di colazione ma in realtà i miei pensieri erano già rivolti al pranzo! Mi andava proprio un buon nikuman (una focaccia a forma di raviolo ripiena di carne cotta al vapore) del chiosco sotto casa, nel quartiere cinese a cui ormai sono affezionata. Alla mia sinistra sulla scrivania, riesco a scorgere un oggetto importante ed unico, un piccolo asciugamano rosa shocking che una signora mi aveva dato il giorno prima durante la mia visita al cimitero di Miura. Ero andata la per far visita ad una persona che purtroppo non c’è più da diversi anni, un cantante che con la sua musica era riuscito a catturarmi e portarmi in un paese lontano, che mai avrei pensato di poter vedere con i miei occhi.
L’anziana signora accompagnata dal marito era sua madre.Qualcuno bussa alla porta e con un sospiro e il cuore caldo e carico di ricordi, chiedo chi sia, e come pensavo non poteva che essere Gregorio, il mio vicino di stanza. Mi ero dimenticata che dovevo prepararmi per andare a…

Ma tutto svanisce, apro gli occhi e sono nel mio letto. Il letto comodo e alto che ho nella mia cameretta in Italia. La finestra è aperta, sembra una bella giornata. Il gatto si insinua attraverso la porta spalancandola ed è già sul letto a fare le fusa pronto per accoccolarsi e schiacciare un pisolino in fondo ai miei piedi. Strofino gli occhi e il sogno ormai è lontano, la mia vita giapponese è lontana eppure in questa stanza che mi ha visto crescere e che è cresciuta con me, sui suoi muri sono affissi diversi ricordi preziosi e vicini a lei legati, come quel piccolo  asciugamano rosa, che porta ricamata una scritta color dell’oro:

“hide forever free”.

チャグチャグ馬コ ~ Chagu-Chagu Umakko

チャグチャグ馬コ

Nel Tōhoku nella prefettura di Iwate questo 8 Giugno si festeggia il チャグチャグ馬コ (Chagu-Chagu Umakko). Un festival particolare, diverso da ciò a cui possiamo essere abituati. Non si festeggia una persona famosa, non si festeggiano dei, ma dei grandi lavoratori a quattro zampe: i cavalli. E’ un festival antichissimo il cui inizio risale a 200 anni fa. Iwate famoso quartiere dedito all’allevamento di cavalli  ha voluto consacrare questa giornata in onore dei cavalli che da sempre li aiutano nel faticoso compito della semina del riso. Questo sabato i più forunati che potranno andare o trovarsi nei pressi di Iwate, assisteranno ad una splendida sfilata di un centinaio di bellissimi cavalli che per un percorso di circa 15 km, dal villaggio Takizawa alla città di Marioka si lasceranno ammirare ed elogiare. Adornati da sontuosi copricapo, mantelli e tantissime stoffe colorate a coprirgli il corpo, portano legato al collo un curioso ornamento a forma di ciambella che in origine era altro che una campana posta ad allontanamento dei lupi. Ed è proprio la nostra campanella alias ciambella a dare il nome a questa festa, infatti il suono che ne deriva, lo scampanellio, in giapponese viene tradotto con l’0nomatopea チャグチャグ (Chagu-Chagu). La parola 馬コ (Umakko) invece significa com’è facile immaginare “piccolo cavallo” ovvero pony. Solitamente la parnza è prevista alle 9:30 di mattina, i cavalli partono da Santuario Sozen-jinja, dedicato alla divinità dei cavalli, presso il villaggio di Takizawa, e dopo essere passati di fronte alla stazione JR di Morioka, arrivano al Santuario di Hachiman-gu intorno alle 14:00.
Ma a parte l’interessante sfilata e il poter vedere trottare dei bellissimi cavalli per le trasde moderne della città, è bene approfittare dell’occasione per visitare il grazioso villaggio di Takizawa, che situato ai piedi di un monte, offre un’atmosfera molto tradizionale.

Come Arrivare

In autobus potrete approfittare della navetta disponibile solo il giorno della festa presso il terminal degli autobus n.16 di fronte alla stazione Morioka sulla JR Tohoku Shinkansen.

Maggiori INFO

Nome del Luogo: Onikoshi-Sozen-jinja Shrine
Data: Ogni secondo sabato di Giugno
Città: Ukai, Takizawa-mura, Iwate Prefecture

Il nonno e la bambina, sogni e felicità

Artist: TuzisakaIn cucina la bambina, seduta sulla sedia, faceva oscillare le piccole gambe, che per molto tempo non sarebbero riuscite a raggiungere il pavimento. Un foglio, colori e matita, tutto quello di cui aveva bisogno. Aveva spesso quei momenti, quelli in cui realizzava di essere una grande artista e lasciava trapelare su carta, sogni e pensieri. Anche il nonno era in cucina, buttava sale grosso nella pentola d’acqua bollente. Pasta al ragù, uno di piatti che gli riusciva meglio. Il sole faceva capolino dalla porta finestra e il vento fresco portava primavera.  Alla bambina piaceva vedere il nonno cucinare e anche se il menù era limitato, i suoi piatti erano i migliori. Alzato lo sguardo dal foglio, contava e memorizzava ogni movimento. “L’acqua bolle, sale e poi la pasta! Si gira la gallina per contare il tempo e si mescola! In fondo cucinare non è così difficile”, diceva il sorriso della bambina.
«Che hai da sorridere così?» gli chiese il nonno curioso.
«Per sorridere ci sono tanti motivi? Non basta essere felici?» disse con la bocca sorridente, a cui mancavano ancora diversi dentini. La semplicità e sincerità con cui la bambina gli rispondeva, lo sorprendeva piacevolmente ogni volta.
«Certo che una cucina ha bisogno di tanti barattoli!» disse la piccola, scrutando i misteriosi ripiani della cucina.
«Non è la cucina ad averne bisogno ma noi grandi, per conservare e trovare le cose imporanti che ci servono».
La bambina era perplessa. Non aveva mai pensato che i barattoli potessero essere una cosa così importante.
«E’ per questo che tu e la mamma non mi ci fate giocare? Perchè sono importanti?»
«Non ti ci facciamo giocare perchè tu sei importante, e potresti farti male se si rompessero»
«Ma se anche io sono importante, dovrei stare dentro un barattolo!» disse  contrariata.
Il nonno girando la pasta ridendo rispose: «Non tutte le cose importanti, possono essere conservate in un barattolo. I sorrisi, l’allegria, l’immaginazione e soprattutto le persone, non possono esserlo».
A quel punto però sul volto della bambina, iniziarono a scivolare grandi lacrime. Sembrava davvero disperata, come se quella notizia l’avesse sconvolta. Il nonno si inginocchio e le prese le mani mentre ancora singhiozzando tirava su col naso.
«E ora perchè piangi?» disse poi carezzandole la testa.
«Se nei barattoli non posso mettere tutto, allora il mio disegno è sbagliato. Ci ho messo così tanto per farlo e ora devo buttarlo». rispose stropicciandolo.
Il nonno prese il foglio e con le grandi mani lo stirò con forza. Nel disegno c’erano due grandi barattoli. Il primo sigillato con un  tappo in sughero, sull’etichetta recava la scritta “Felicità”, sull’altro al contrario non sigillato, vi si poteva leggere “Sogni”. Il disegno era quello di un bambino, eppure sembrava così carico di significato. «Il tuo disegno non è sbagliato» disse rincuorandola. «Nella fantasia dei bambini tutto diventa possibile, anche questi barattoli! Però, penso che dovresti finirlo, manca ancora un tappo no?»
Ma quando il nonno allungò il pastello azzurro verso la piccola, lei scuotendo la testa rispose: «Ma io ho finito il mio disegno. Vedi, la felicità bisogna lasciarla chiusa, in modo che possa essere conservata sempre, i sogni invece, devono essere lasciati liberi se no, non possono diventare veri».
Così come le gambe di un bambino seduto su una sedia che non riescono a toccare terra non lo rendono “piccolo”, così l’età e l’altezza di noi adulti non ci rendono autamaticamente “grandi”.

Voci precedenti più vecchie

注意 ~ Attenzione!

Il blog e la pagina facebook di "ヒデタの世界 ~ hideta no Sekai", sono protetti ai sensi della Legge n.663 del 22/04/1941 [Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio] così come modificata ed integrata dalla Legge n.128 del 22/05/2004. Tutti i testi e le foto originali (salvo ove specificato) contenute nel sito sono di proprietà esclusiva dell'autore. Pertanto sono severamente vietati l'uso, la riproduzione, la trasmissione e la diffusione di qualsiasi parte ed oggetto del sito, senza il consenso scritto ed esplicito dell' autore. © 2012 Hideta no Sekai all Rights Reserved. Powered by WordPress e Hyun Joong hideta

Readers ~読んでる人

Twitter